10 cartoni animati per i “grandi”

Articolo di Marco Paracchini

Premessa

Capita sovente che qualche persona rimanga basita quando scopre che vedo serie animate poiché, erroneamente, pensa che i cartoni animati siano destinati solo ai bambini. Prima di proseguire nell’articolo va dunque fatta una precisazione: le serie animate vengono realizzate per fasce di età. C’è dunque una bella fetta di mercato destinata agli adulti: non si tratta di vicende erotiche o pornografiche (oddio, ci sono pure quelle, eh), bensì di storie classificate per generi differenti pregni di linguaggi e contenuti non adatti ai più piccoli. Va anche ricordato che, negli anni ’80, i serial televisivi (animati e non) venivano considerati solo mero riempitivo per i palinsesti pomeridiani: venivano dunque inseriti, nelle emittenti private italiane, anime che non erano stati ideati per un pubblico infantile, bensì per un pubblico di young adult (studenti delle superiori) e oltre. Tutto questo non ha aiutato nel carpire le differenze tra le varie fasce dell’animazione che, nel business mondiale delle serie animate, sono evolute proprio dagli anni ’80 in avanti suddividendosi come segue:

Fascia Pre-School nominata anche Educational o Edutainment (di cui fanno parte Peppa Pig, Masha e l’Orso e via discorrendo);

Fascia Kids, destinata ai bambini tra i 5 e gli 8 anni;

Fascia Pre-teens, tra i 9 e gli 11;

Fascia Teens, tra i 12 e i 15;

Fascia Young- Adults, dai 16 ai primi venti;

Fascia Adult dai 18 in su.

Per non tediarvi ulteriormente con questa (doverosa) premessa, ho pensato di fare una sorta di lista (e non una classifica, quindi non va per ordine di importanza, ma a “cazzum”) inserendo degli anime che dovrebbero essere visti (integralmente) per capire la sostanziale differenza tra una serie per bambini e una per adulti. Ci sono quindi anime che potranno colpire per i loro drammi, altri per la loro crudeltà, altri ancora per la loro schiettezza, ma anche qui sta il bello: i generi (che questo sito elenca in maniera molto chiara) sono diversi e possono soddisfare molteplici gusti dei fruitori moderni.

La lista

Quando mi ricapiterà di sentirmi dire «Dai, ma guardi ancora i cartoni animati?» potrò finalmente suggerire a codeste persone il seguente elenco, dandogli così la possibilità di capire (una volta per tutte) che gli anime sono una cosa da prendere seriamente!  Prima di lasciarvi all’elenco voglio però sottolineare un’altra cosa: non ho la presunzione di dire che queste siano o meno le migliori serie animate del mercato nipponico, ma mi sono sforzato di prelevare, dagli anni ’70 a oggi (per essere “nel giusto”, passatemi il termine), dieci titoli che vale la pena conoscere. Queste produzioni potrebbero aiutarvi a capire coloro che ne seguono spasmodicamente le evoluzioni, incantandosi dinnanzi a storie incredibili ideate a priori (nel senso che in un’opera animata tutto è creato da zero, mentre nel Cinema si possono utilizzare location già esistenti o fabbricare scenografie) e realizzate poi con attenzione, passione, tecnica e pignoleria. Pronti?

“Ghost in the shell” (1995)

ghost-in-the-shell

Qualche scafato otaku storterà il naso e dirà “beh, ma quello è un film!” e avrebbe solo ragione. Va detto però che questo lungometraggio animato ha aperto un vero e proprio universo di continuity narratologico sfruttato appieno nell’arco di oltre venti anni. Qualche altro nerd potrebbe infuriarsi e urlare al mondo “Non è vero, è tutto merito del manga di Masamune Shirow del 1989!” e avrebbe ragione pure lui, tuttavia il fenomeno di Ghost In The Shell, per come lo conosciamo oggi, giunge dalla distribuzione mondiale del film del 1995. Infatti, da quella pellicola animata, sono nate poi tre serie animate (2002, 2004 e 2013); un secondo lungometraggio animato (2004); due speciali conclusivi delle serie precedenti (2006, 2015) e tre videogiochi. Finita qui? Macché, proprio il 30 marzo uscirà la versione live-action con Scarlett Johansson protagonista! Non è quindi giunto il momento di vederlo?

“Le rose di Versailles” [meglio nota come “Lady Oscar” (1979/1980)]

ladyoscar

E che ci fa una serie come questa in una lista simile? Ebbene, ripulite i vostri ricordi di gioventù (parlo agli over 30) e siate più aperti come le nuove generazioni. Perché dico questo? Dovete sapere che questa serie animata è stata una delle più censurate, tagliate, rivedute, corrette e modificate della storia della televisione italiana. In Giappone la serie fu un po’ un flop, mentre in Europa (per ovvi motivi) venne ritenuta una serie molto interessante e quindi mandata in onda più e più volte. In questa fiction animata a episodi c’era qualcosa di estremamente moderno e rivoluzionario: la protagonista si fingeva uomo per poter essere accettata e capita. Una vicenda dura, pregna di drammi e frustrazioni, amori e incomprensioni inseriti nella cornice della Francia prima (e poco dopo) la sua Rivoluzione. Il dramma era insito in ogni episodio, le violente nonché drastiche censure e modifiche italiane (che a volte inventarono di sana pianta dialoghi e montaggio) cercarono di rendere appetibile questo anime ai bambini, ma era palese – forse oggi più di ieri – che la storia era un dramma per ragazze di un’altra età.

“Ajin – Demi Human” (2016)

ajin

Ecco un altro adattamento di un manga apprezzato, ora disponibile sulla piattaforma Netflix. Il paradigma narrativo parte da una domanda: e se gli immortali esistessero realmente? In forma delirante e fantasiosa la risposta giunge dell’autore di Ajin (Gamon Sakurai) che mette in mostra come e quanto l’umanità sarebbe, per l’ennesima volta, atroce nel capire quanto, come e perché siano considerati davvero esseri dalla vita eterna. Quindi dalle peggiori torture alle vessazioni ignobili che vengono gettate in pasto ai media, questi esseri straordinari diverranno presto un problema per gli umani. Gli episodi creano una coltre d’ansia e paura, ma dimostrano nella sottotrama, quanto e come certe realtà farmaceutiche e militari, potrebbero (?) manipolare situazioni al di fuori dell’ordinaria amministrazione. Di una cosa sono certo, dopo aver visto questa serie, spero di non risvegliarmi mai immortale. ^0^

“Gundam” (1979)

gundam

Ideato da Yoshiyuki Tomino, questo cartone animato ha cambiato per sempre le regole delle serie legate ai robot. Se i robottoni giganteschi e goliardici inventati da Go Nagai (presto scriverò un articolo sulle sue creazioni) avevano lasciato un segno indelebile e originale, i robot realistici di Gundam ridisegnano per sempre il concetto di battaglia tra giganti d’acciaio. Non solo, è forse il primo anime seriale (post bellico) a portare in scena la guerra, mostrandone i concetti, gli schemi, ma anche le fasi drammatiche e le condizioni psicologiche dei personaggi.

Se tu che stai leggendo pensi esista un solo Gundam significa che sei stato davvero lontano per troppo tempo dalla Storia dell’Animazione perché, a oggi, nessuna casa di produzione è mai riuscita, in Giappone, a creare un’opera che ha avuto seguiti, spin-off, film, video giochi, libri, manga, light-novels, serie speciali e chi più ne ha più ne metta… Già, la Sunrise (casa di produzione nipponica attiva dal 1972) ha istituito una direzione generale che si occupa solo di Gundam ormai divenuto un brand di successo in tutto il mondo: ci sono quindi studi di produzione differenti che realizzano più versioni dell’opera, ideate per differenti fasce di età. Incredibile, nevvero?

“Ergo Proxy” (2006)

E-Pxy-anime

Chi scrive questo articolo non è un amante del cyber-punk, sia chiaro. Questo per dirvi che quest’opera però ha un’animazione e una storia che andrebbero viste e assorbite, puntata dopo puntata. Che il genere non vi spaventi o allontani, l’atmosfera e le locations di Ergo Proxy sono tutte da scoprire e ammirare. C’è una creatura bipede misteriosa che fugge da un laboratorio, una serie di omicidi, depistaggi e insabbiamenti: cosa sta succedendo in questa città-cupola?

“Sfondamento dei cieli – Gurren Lagann” (2007)

TengenToppaGurren-Lagann-cover

E chi ha detto che gli anime per adulti debbono solo essere cupi e/o drammatici? Avete presente i super robot di cui accennavo poco fa? Ebbene, in questa serie divertente e fuori dal coro, vengono certamente prese di mira le produzioni nagaiane, tuttavia si denota una vera e propria fonte d’ispirazione di neo buddismo che potremmo legarla anche alla super acclamata “Law of Attraction” di Rhonda Byrne. C’è un percorso umano, anche tragico, che persegue però un cammino tortuoso in salita, una sorta di iniziazione per un nuovo risveglio. La crescita e lo sviluppo psicologico di Simon, il giovanissimo protagonista, divengono poi il perno centrale di tutta la serie. Nella sua forte ironia tinta a volta da scene quasi demenziali, l’energia dirompente e la sua positività creano una bella empatia tra fruitore e personaggi.

“Kyashan il ragazzo androide” (1973)

kyashan

In un futuro non ben precisato l’umanità si troverà a fare i conti con delle macchine senzienti. Cose già viste? In parte. Kyashan affronta il tema dei robot ribelli prendendo sì spunto dalla fantascienza dei grandi Maestri, ma l’affronta in maniera del tutto originale creando macchine ribelli al sistema umano [segue SPOILER] che viene visto impuro e nocivo alla salute del pianeta Terra. Va da sé che tutto prende una brutta piega e l’umanità conoscerà la potenza devastante di questi robot comandati da un personaggio simile a Benito Mussolini. Il figlio dell’inventore di queste macchine, ritrovatosi orfano, decide di infliggersi la peggiore delle pene, tramutandosi egli stesso in un androide per distruggere gli antagonisti dell’umanità. Un dramma che non lascia spazio a nessuna forma di romanticismo (c’è, ma a sprazzi), una serie che non ha alcun riferimento a personaggi ridicoli o che sdrammatizzino gli eventi, un anime che vede morte e desolazione in tutti gli episodi. Da rivalutare.

“Forza Sugar” (1980/1981)

sugar pepper

Gli episodi sono incentrati sulla vita di un bambino di cinque anni che ha nel padre boxeur il suo punto di riferimento. Ma la sua esistenza prenderà presto un’altra strada poiché, durante una serata divertente al Luna Park, il papà gli muore accanto. Proprio così, gli muore accanto mentre lui pensa stia solo riposando. Tra ovvi shock emotivi e drammi all’ordine del giorno, il bambino si fa grande e diventa anch’egli un pugile forte e coraggioso. Peccato solo che l’anime sia incompleto, nel senso che il finale rimane aperto e nessuno sa se riuscirà nell’intento di combattere e sconfiggere quello che fu lo sfidante che creò complicazioni al padre sino a farlo morire. (Il manga però finisce e vi assicuro che Sugar Pepper batte il suo sfidante! ^0^).

“Neon Genesis Evangelion” (1995)

Evangelion

Ventisei episodi e una serie di lungometraggi ancora in procinto di essere definiti hanno consacrato questo titolo come uno degli anime più interessanti della Storia dell’Animazione seriale. Evangelion ha difatti cambiato la formula degli anime mecha uccidendo (passatemi il termine) un intero universo animato di robottoni mastodontici e potenti. Un po’ come il Grunge sterminò il Pop Metal della Bad Hair Era. Con riferimenti alla religione cristiana, alla cabala ebraica e all’ebraismo, la serie si snoda in atmosfere sovente cupe e pregne di molteplici riferimenti culturali alla filosofia e alla psicologia. Non mancano tributi ai grandi Maestri della Fantascienza, ma anche ad altre serie cinematografiche e animate del Sol Levante. Certamente un’opera epica che ha cambiato le carte in tavola del genere mecha.

“Psycho-Pass” (2012)

psychopass

Già nel mondo odierno siamo monitorati quotidianamente, ma se in un prossimo futuro (2112) tutto fosse davvero misurabile potendo anche capire le probabilità che una persona commetta una cattiveria o peggio, un omicidio? Da questo inquietante quesito si celano le basi di scrittura di una serie animata destinata a rimanere negli annali. La sua sagacia è anche quella di saper mischiare saggiamente i contenuti di opere fantascientifiche americane con alcune nipponiche, equilibrandosi però con originalità e arguzia per spiegare i retroscena legati alla preoccupante invenzione del “coefficiente di criminalità”. Non mancano dunque caratterizzazioni mirate dei personaggi e i colpi di scena che lasciano sovente col fiato sospeso. La serie va vista nella sua totalità per comprendere al meglio la forza narratologica di questo universo di fantasia.

Conclusioni sconclusionate

Dieci suggerimenti rimangono pur sempre pochi, tuttavia possono dare giusto merito e spazio a opere poco conosciute o magari mai sentite nominare. Dal canto mio non posso far altro per poter divulgare “il verbo” dell’animazione nipponica, ma come si suol dire dalle mie parti “piuttosto che niente, è meglio piuttosto” (che detto in dialetto ha più fascino, oh yeah).

Ringrazio tutti quelli che sono giunti sino a questa riga. Milioni di ringraziamenti (con inchino rigorosamente giapponese) andrà a chi vorrà condividere e commentare questo post! ^_^

gurren lagaan kamina

Annunci

2 pensieri su “10 cartoni animati per i “grandi”

  1. Psycho-Pass me lo hanno consigliato in molti e l’ho messo e l’ho messo nella lista “da vedere”.
    Se permetti però vorrei fare un appunto su Lady Oscar, la protagonista è obbligata a vestire i panni di un un uomo, il padre decide di crescerla come tale dato che non ha un erede maschio, non per niente le affianca Andrè e non una dama da compagnia.
    Tra l’altro il personaggio di Oscar se non ricordo male viene vestita solo una volta da donna perchè obbligata e in quell’occasione balla con il Conte di Fersen.
    Concordo però che lei durante l’anime non riesca a vedersi come donna e trova più facile trovare la scusa di una strada già tracciata piuttosto che confrontarsi con tutta una serie di sentimenti, come la cotta colossale per Fersen e tutto il suo rapporto con Andrè.
    Poi opinioni eh

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...